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Gyantse
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top
mwfqGyantse (anche: mwfgGyangtse, mwfwrGyang-rtse, mwgarGyal-rtse) è storicamente considerata la terza più grande e importante città della mwgqRegione Autonoma del Tibet, anche se a questo punto vi sono almeno dieci città tibetane di maggiori dimensionicite-ref-1[1], e si trova nella regione di mwhgTsang, la cui capitale è mwhwShigatse.

Gyantze è stata visitata diverse volte dal mwiqtibetologo mwigGiuseppe Tucci, che nel 1937 vi fu accompagnato da mwiwFosco Maraini, nel 1939 dal capitano degli Alpini Felice Boffa Ballaran, e nel 1948 dal fotografo Pietro Francesco Mele e dal medico della Marina militare Regolo Moise.

Per Gyantse transitò inoltre nel 1938-39 la discussa spedizione "scientifica" dell'associazione mwjqAhnenerbe, sponsorizzata dal fondatore della stessa, il mwjgnazista mwjwHeinrich Himmler, e diretta da mwkaErnst Schäfer con Bruno Beger, Edmund Geer ed Ernest Krause, che durante le loro ricerche, oltre a raccogliere materiale e scattare foto (2 più sotto nella Galleria di immagini) girarono anche il film mwkqmwkgGeheimnis Tibet (Tibet segreto).

Contents

Kumbum
Dzong
Clima
Note

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Geografia

Sita a 3977 metri di altitudine sul livello del mare si trova in una posizione strategica all’incrocio delle antiche vie commerciali che salgono dal mwlgSikkim mwlwindiano via valle del Chumbi e mwmaContea di Yadong. Da Gyantze questa via procede poi per mwmqShigatse verso nord — su una diramazione della mwmgFriendship Highway, che collega (mwmwShanghai) e mwnaLhasa con mwnqKatmandu, la capitale del mwngNepal —, oppure, in direzione nord ovest, verso il Tibet centrale e Lhasa (254 chilometri)) attraverso il Lago Yamdrok e lo spettacolare Karo La (Passo, 5010 m.s.m.)cite-ref-2[2].

Kumbum

Gyantse è famosa per il mwqgKumbum posto entro le mura dell'antico monastero Pelkor Chode. Costruito tra il mwra1427 e il mwrq1439 per ordine del principe Rabten Kunzang Phakcite-ref-3[3], il Kumbum è uno mwsgstupa con mwsw108 porte (numero sacro per i buddisti) che danno su una settantina di cappellecite-ref-4[4] disposte su cinque piani, tutte finemente illustrate da migliaia di dipinti e centinaia di statue. Durante la mwuaGrande rivoluzione culturale esso fu risparmiato.cite-ref-5[5]

«Il Kumbum non mi appare affatto nelle condizioni disastrose che mi erano state preannunciate, ma anzi tutto lindo e pitturato, almeno all’esterno. È lì nello splendore dei suoi oltre 40 metri e con le sue 73 cappelle (con 108 porte) in cui si dice siano contenute non già ‘‘centomila’’ ma comunque quasi 28.000 immagini, tra dipinti e sculture. Nella sua realtà fisica, ma anche solamente in pianta, è un

mandala

che rappresenta l’universo buddista.»

(Mario Biondi, Con il Buddha di Alessandro Magno, Ponte alle Grazie, 2008, p. 260)

«Chi edificò il Combum ricreò l'universo, non nella sua struttura materiale che non conta, ma nella sua costruzione ideale, nell'intreccio delle forze che lo animano, nel gioco delle energie psichiche che gli danno varietà e mutevolezza d'aspetti. E quest'universo è idea germinata dalla coscienza primordiale…»

(Giuseppe Tuccicite-ref-6[6])

Dzong

Essa è inoltre famosa per il mwyqDzong, imponente fortezza costruita nel 1390cite-ref-7[7] a guardia di possibili invasioni da sud verso la valle dello Yarlung Tsangpo (mwzgBrahmaputra) e mwzwLhasacite-ref-8[8]. In aggiunta al forte, la città era circondata da 3 chilometri di mura.cite-ref-9[9]

«È uno di quei luoghi… che chiamano il castello, lo bramano, lo vogliono, lo esigono!»

(Fosco Maraini, Segreto Tibet, Corbaccio, 1998, p. 269)

La fortezza originale, conosciuta come mwcgGyel-khar-tse è stata attribuita a Pelkhor-tsen, figlio dell'antibuddista re mwcwLangdarma, che regnò probabilmente dall'838 all'841. Le mura attuali si suppone siano state costruite nel 1268, dopo l'ascesa al potere dei mwdaSakya.

Gyantse è spesso chiamata "Città Eroe" dai cinesi a causa della formidabile resistenza opposta dalla sua popolazione alle forze molto superiori dell'mwdginvasione britannica del 1904, allorché un esercito inglese di 4.000 uomini con 10.000 ausiliari indiani, sotto il comando del colonnello mwdwFrancis Younghusband, penetrò in Tibet e conquistò Gyantse senza che sulle prime vi fosse opposizione armata. Quando però le truppe tibetane si furono organizzate, impadronendosi del Dzong, le truppe inglesi mossero all'assalto e sterminarono i 900 difensori che, armati al più di antiquati moschetti ad avancarica, si trovarono per la prima volta ad affrontare mweamitragliatrici Maxim e mortai di montagna.cite-ref-10[10] Gyantse fu conquistata il 12 aprile 1904cite-ref-11[11], e da lì, dopo altri sanguinosi massacri, i britannici avanzarono per conquistare mwgqLhasa, da dove nel frattempo il XIII Dalai Lama aveva cercato rifugio in mwggMongolia.

In conseguenza dell'invasione, nel primo quarto del XX secolo, sotto il regno del XIII Dalai Lama, a Gyantse fu stanziata una guarnigione britannica composta soprattutto di soldati indiani — definita nel 1919 un "gruppetto" da Sir Walter Buchanancite-ref-12[12] — allo scopo di fungere da scuola militare per addestrare gli ufficiali tibetanicite-ref-13[13]. Risulta che un certo Hank Baker, operatore radio stanziato in Tibet durante la mwkaSeconda guerra mondiale, abbia fatto un'ispezione alla "guarnigione armata indiana al forte di Gyantse" nel 1938.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15] Nel 1940 la guarnigione militare britannica era ancora presente nella città.cite-ref-16[16]

Le mura furono minate di nuovo dai cinesi nel 1967 durante la mwngGrande rivoluzione culturale, anche se dell'evento rimangono scarse notizie. Nel dzong è stato creato un piccolo museo degli eccessi della spedizione Younghusband secondo la prospettiva dei cinesi.

Clima

Gyantse ha un clima umido continentale influenzato dall'altitudine, mwoqDwb secondo la mwogClassificazione dei climi di Köppen.

| Dati meteo [ 17 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dati meteo [ 17 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | −4,3 | 6,2 | 8,8 | 12,6 | 16,3 | 19,4 | 18,7 | 17,8 | 16,6 | 13,1 | 8,7 | 5,7 | 2,5 | 12,6 | 18,6 | 12,8 | 11,6 |
| T. media ( °C ) | −4,9 | −2,4 | 0,9 | 5,1 | 9,0 | 12,9 | 13,1 | 12,3 | 10,6 | 5,4 | −0,2 | −3,7 | −3,7 | 5,0 | 12,8 | 5,3 | 4,8 |
| T. min. media ( °C ) | −14,1 | −10,9 | −6,9 | −2,3 | 1,8 | 6,4 | 7,5 | 6,9 | 4,7 | −2,2 | −9,1 | −13,0 | −12,7 | −2,5 | 6,9 | −2,2 | −2,6 |
| Precipitazioni ( mm ) | 0 | 0 | 2 | 4 | 15 | 46 | 93 | 94 | 43 | 6 | 2 | 0 | 0 | 21 | 233 | 51 | 305 |

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. Dorje (1999), p. 254.
cite-note-22. Dowman (1988), p. 269
cite-note-33. Dorje, p. 311
cite-note-44. da 72 a 77 secondo le fonti; 75 secondo Dorje, p. 311, il quale però alla pagina successiva presenta lo schema di F. Ricca ed E. Lo Bue, che ne conta 72)
cite-note-55. Buckley 1986 p. 158
cite-note-66. Giuseppe Tucci, in mw6gLe Vie del Mondo, 1938. Ripreso in mw6wIl paese delle donne dai molti mariti, Neri Pozza, Vicenza, 2005, p. 266
cite-note-77. Vitali (1990), p. 30.
cite-note-88. Allen (2004), p. 30.
cite-note-99. Buckley, Michael and Strauss, Robert (1986), p. 158.
cite-note-1010. Allen (2004), pp. 120–122.
cite-note-1111. French, 1994, p. 227"
cite-note-1212. Sir Walter Buchanan, mw-gA recent trip into the Chumbi Valley, Tibet, The Royal Geographical Society, 1919.
cite-note-1313. Wang Jiawei and Nyima Gyaincain, mwaqiThe Tibetan Army's First Eastward Invasion mwaqmArchiviatomwaqq il 27 settembre 2013 in mwaquInternet Archivemwaqy., in The Historical Status of China's Tibet, China Intercontinental Press, 1997.
cite-note-1414. mwaqsHank Baker’s obituary notice, telegraph.co.uk, 4 March 2006.
cite-note-1515. Sanderson Beck, mwaq8Tibet, Nepal, and Ceylon, 1800-1950.
cite-note-1616. BBC Radio 4 23 September 2013 11a.m mwarmhttp://www.bbc.co.uk/programmes/b03bdbq2
cite-note-171. mwarcmwargmwarkClimate-Data.org, su mwaroen.climate-data.org.

Bibliografia

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• Buckley, Michael and Strauss, Robert. 1986. mwaseTibet: a travel survival kit. Lonely Planet Publications, South Yarra, Australia ISBN 0908086881.
• Das, Sarat Chandra. 1902. mwasqLhasa and Central Tibet. Reprint: Mehra Offset Press, Delhi. 1988 ISBN 81-86230-17-3
• Dorje, Gyurme. 1999. mwascFootprint Tibet Handbook. 2nd Edition. Bath, England ISBN 1-900949-33-4. Also published in Chicago, U.S.A ISBN 0-8442-2190-2.
• Dowman, Keith. 1988. mwassThe Power-places of Central Tibet: The Pilgrim's Guide. Routledge & Kegan Paul, London and New York ISBN 0-7102-1370-0
• French, Patrick (1994). mwas4Younghusband: The Last Great Imperial Adventurer. Reprint: Flamingo Books, London (1995). ISBN 0-00-637601-0.
• Harris, Clare. 2012. mwateThe Museum on the Roof of the World: Art, Politics, and the Representation of Tibet. University of Chicago Press ISBN 978-0-226-31747-2
• Mayhew, Bradley and Kohn, Michael. (2005). mwatqTibet. Lonely Planet Publications ISBN 1-74059-523-8.
• Ricca, Franco & Lo Bue, Erberto, mwatcThe Great Stupa of Gyantse. A Complete Tibetan Pantheon of the Fifteenth Century, Serindia, 1993, B H B Distribution (1994), ISBN 9780906026304.
• Richardson, Hugh E. (1984). mwatoTibet and its History. Second Edition, Revised and Updated. Shambhala Publications, Boston ISBN 0-87773-376-7.
• mwat0Tucci, Giuseppe, Indo-Tibetica (4 volumi in 7 tomi, più un fascicolo di cartine, Luni Editrice, Milano, ISBN 9788879845151 (In particolare: Volume 4, 3 tomi: mwat8Gyantse e i suoi monasteri.
• Vitali, Roberto. mwaueEarly Temples of Central Tibet. (1990). Serindia Publications. London ISBN 0-906026-25-3.
• von Schroeder, Ulrich. (1981). Indo-Tibetan Bronzes. (608 pages, 1244 illustrations). Hong Kong: Visual Dharma Publications Ltd ISBN 962-7049-01-8
• von Schroeder, Ulrich. (2001). mwauyBuddhist Sculptures in Tibet. Vol. One: mwaucIndia & Nepal; Vol. Two: mwaugTibet & China. (Volume One: 655 pages with 766 illustrations; Volume Two: 675 pages with 987 illustrations). Hong Kong: Visual Dharma Publications, Ltd.) ISBN 962-7049-07-7
• von Schroeder, Ulrich. 2008. mwaus108 Buddhist Statues in Tibet. (212 p., 112 colour illustrations) (DVD with 527 digital photographs). Chicago: Serindia Publications. ISBN 962-7049-08-5
• Palin,Michael (2004). mwau4Himalaya with Michael Palin. (DVD Volume 4)

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Gyangzê, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.